In ricordo di Leda Visconti

Ti abbiamo apprezzata come collega, mentre proseguivi nel tuo percorso scolastico insieme all’attività pratica in atelier con la dolce determinazione che ti caratterizzava, sempre con il sorriso ad illuminarti il viso.

Ti abbiamo apprezzata come amica e come persona, in tutta la tua bellezza e profondità. Vogliamo ricordarti così, con il tuo sorriso forte, determinato e unico. Vogliamo ricordarti così, come se continuassi ad essere per noi un sole che illumina il nostro cammino. Vogliamo ricordarti così, con questa poesia Navajo scelta e letta per te, per continuare a sorridere e a seguire la tua luce:

«Non avvicinarti alla mia tomba piangendo. Non ci sono. Non dormo lì. Io sono come mille venti che soffiano. Io sono come un diamante nella neve, splendente. Io sono la luce del sole sul grano dorato. Io sono la pioggia gentile attesa in autunno. Quando ti svegli la mattina tranquilla, sono il canto di uno stormo di uccelli. Io sono anche le stelle che brillano, mentre la notte cade sulla tua finestra. Perciò non avvicinarti alla mia tomba piangendo. Non ci sono. Io non sono morto».

Leda, è stato un onore conoscerti.

I tuoi colleghi e amici

Roberto, Teresa, Elia, Monica, Mirko, Josefine, Salvatore, Fabiano, Michele, Carmen, Sara, Barbara, David, Nadia, Sabrina, Vita, Simon e Christian